Le protesi di ginocchio

LA PROTESI DI GINOCCHIO

Consiste nel sostituire l’articolazione del ginocchio, alterata profondamente nell’anatomia e nella funzione dal processo artrosico o dall’artrite reumatoide, con un’articolazione

La protesi di ginocchio è costituita dalle seguenti componenti:

  1. protesi di ginocchioComponente femorale in metallo che può essere fissata all’osso sia in press-fit (ad incastro a pressione), sia con cemento acrilico. Nel primo caso la superficie metallica a contatto dell’osso dispone di una microfinitura che permette la crescita dell’osso che aderisce sulla protesi stessa (questa modalità viene utilizzata in più del 90% dei casi). La seconda modalità è la cementazione, cioè il Chirurgo impiega una sorta di colla detta cemento acrilico (metilmetacrilato) che fissa la protesi nell’osso ricevente; (questa seconda modalità è usata nei soggetti più anziani ed osteoporotici ).

 

 

 

 

  1. Componente tibiale in metallo fissata all’osso quasi sempre con cemento acrilico (ed eventuali viti).protesi ginocchio

  1. Inserto in polietilene (ad altissima densità molecolare = molto resistente), incastrato sulla superficie superiore della componente tibiale. L’inserto funge da ammortizzatore tra le due componenti metalliche e ne facilita il movimento senza usura del metallo.

  1. Eventuale componente rotulea fissata con cemento. Nella nostra équipe generalmente non viene usata la componente rotulea.

Le protesi di ginocchio possono essere a scivolamento (vedi foto – sono le più diffuse e si impiegano quando i legamenti articolari hanno una buona tenuta e non esiste una grande distruzione ossea) oppure vincolate (un perno guida il movimento delle due componenti, impiegate quando esiste una lassità capsulo-legamentosa del ginocchio ed una distruzione più estesa dell’osso tibiale o femorale).

Le protesi vincolate si utilizzano preferibilmente nelle revisioni.

Quando è necessario impiantare la protesi?

La decisione di impiantare la protesi va presa di comune accordo con il medico quando ci sono i presupposti clinici e radiografici a questo intervento.

Quali sono questi segni?

  • Dolore persistente agli antinfiammatori o che ricompare al termine dell’effetto dei farmaci

  • Deformità del profilo degli arti.

  • Limitazione della mobilità dell’arto alla flessione ed alla estensione; dolore a salire e scendere le scale, dolore a rigirarsi nel letto. Dolore alla deambulazione e ad alzarsi dalla sedia.

  • Difficoltà a compiere i comuni gesti della vita quotidiana;

  • Inefficacia dei trattamenti infiltrativi e fisioterapici per la cura dei sintomi dell’artrosi.

radiografia protesi ginocchioQuanto dura una protesi?

. La protesi ha un tasso di fallimento pari a circa il 2% prevalentemente per infezione. Altre cause che possono far fallire l’impianto sono lo scollamento asettico (mobilizzazione) ed i problemi rotulei che possono costringere re-intervenire sull’impianto andando a modificarlo completamente, solo in parte o con una protesi di rotula.

Non esiste una vera e propria scadenza della protesi. Quello che con il tempo va a danneggiarsi è l’osso attorno all’impianto che può creare la mobilizzazione dello stesso. Secondo le statistiche internazionali la media di sopravvivenza si attesta attorno ai 10-15 anni. La protesi è come un’auto… facendo una buona manutenzione si aumenta la sopravvivenza.

Come aumentare la sopravvivenza di una protesi?

  • mantenendo un peso quanto più possibile vicino al peso forma.

  • Non aumentando ulteriormente di peso

  • Curare infezioni localizzate ad altri distretti che potrebbero contaminare attraverso il sangue la protesi (denti e vie urinarie in primis)

  • Tenendo sempre ben tonica la muscolatura con cyclette o fisioterapia periodica.

  • Evitando sport ed attività troppo usurante o a pericolo di traumi.

  • Trattando l’osteoporosi qualora fosse presente.

Di che materiale è fatta la protesi?

Non esiste un solo materiale, la protesi di ginocchio è composta di una componente di Nichel-Cromo-cobalto-molibdeno e titanio. In più vi è un inserto in polietilene che funge da ammortizzatore. A differenza della protesi di anca la possibilità di liberazione di ioni metallo in circolo è un evento rarissimo.

In caso di allergia al Nichel?

L’allergia al nichel è molto diffusa. Spesso i pazienti non sanno di esserlo ma riferiscono solo arrossamenti e reazioni locali quando indossano orecchini, bracciali ed altri monili non d’oro. Esistono materiali speciali anallergici di rivestimento come il titanio, Niobio, Vanadio o oxinium che rivestono speciali impianti protesici per gli allergici al Nichel Cromo o Cobalto.

Quali sono le possibili complicanze delle protesi ?

Anche se la nostra incidenza di complicanze è ben inferiore alla media, queste colpiscono una piccola parte degli interventi. La prima complicanza è la trombosi venosa profonda che si cerca di prevenire con le eparine a basso peso molecolare, gli anticoagulanti orali e le calze elastiche. Accidenti cardiovascolari sono fortunatamente molto rari e si cercano di prevenire studiando bene il paziente prima di sottoporlo ad intervento chirurgico di protesi.

Le infezioni articolare rappresentano tra 1 e 2% di cause di fallimento di protesi di ginocchio. Tale rischio viene ridotto attraverso la massima sterilità in sala operatoria (presso la nostra struttura vengono utilizzati caschi integrali sterili), in reparto durante le medicazioni ed attraverso la profilassi antibiotica.

La rigidità post intervento è un evento piuttosto raro che può ridurre l’articolarità dell’impianto.

Una buona fisioterapia riduce fortemente questa evenienza; presso l’Istituto Clinico San Rocco il dott. Cavallo trattiene i suoi pazienti per 15 giorni in modo da assicurare almeno 3 ore al giorno circa di fisioterapia attraverso i fisiatri, fisioterapisti e kinetec.

INTERVENTO

L’intervento è eseguito in anestesia spinale o generale, secondo le indicazioni dello Specialista Anestesista.

La durata dell’ intervento è mediamente un ora.

DOPO L’INTERVENTO

    • Per drenare la prevedibile raccolta del sangue in articolazione in modo da impedire ematomi profondi, sono presenti due tubicini in plastica (drenaggi) .

    • Il paziente può muovere subito il ginocchio operato e può girarsi sui fianchi poiché la protesi è già stabile nel momento in cui viene applicata.

    • Rimozione dei drenaggi mediamente dopo 48 ore dall’atto operatorio, inizio della fisioterapia a letto.

    • Prima medicazione in genere dopo due giorni.

    • In seconda giornata inizio della fisioterapia in palestra.

    • In quarta giornata ripresa della deambulazione in carico con due bastoni.

    • Dimissione dall’ospedale mediamente dopo 15 giorni e prosecuzione della riabilitazione o a domicilio o in struttura fisioterapica specialistica.

    • Rimozione dei punti di sutura dopo 15 giorni dall’intervento.

    • Importante la continuazione della profilassi antitromboembolica (con eparina a basso peso molecolare) per via sottocutanea o anticoagulanti orali, per 30 giorni, a seconda delle indicazioni specialistiche.

COSA DEVE FARE IL PAZIENTE PROTESIZZATO A DOMICILIO

Deambulazione in pieno carico con due bastoni per 45 giorni, successivamente con il solo bastone controlaterale per altri 30 giorni.

Dopo due mesi e mezzo quindi, salvo indicazione specialistica contraria, la deambulazione sarà libera.

Fare ginnastica, sia per la mobilizzazione del ginocchio operato, sia per il rafforzamento dei muscoli.

La mobilizzazione deve essere sia attiva, cioè fatta dallo stesso paziente, sia passiva, cioè eseguita con manovre esterne da un Fisioterapista.

Nel primo caso la cinesiterapia attiva sarà facilitata dalla posizione seduta con le gambe a penzoloni, dall’uso di una cyclette (vedi figura) e dall’impiego dell’acqua (Idrochinesiterapia).La chinesiterapia passiva si svolgerà prevalentemente in decubito prono con la massima collaborazione del paziente.

La cyclette può contribuire a migliorare progressivamente la flessione del ginocchio, abbassando ogni giorno

gradualmente la sella.

COSE DA NON FARE

  1. Non bisogna anticipare i tempi riabilitativi.

  2. Non bisogna sospendere la profilassi antitromboembolica senza una precisa direttiva dello Specialista Ortopedico.

  3. Non bisogna trascurare dolori anomali (rialzi termici,versamenti articolari recidivanti), in tal caso consultare immediatamente il Dott. Cavallo.

  4. Non bisogna riprendere la guida automobilistica prima di aver consultato in tal senso lo Specialista Ortopedico.

AVVERTENZE

Come per tutte le protesi, anche il materiale di cui è composta la protesi di ginocchio va incontro ad invecchiamento ed è soggetto a fenomeni di usura.

L‘usura del polietilene è il rischio maggiore cui va incontro la protesi di ginocchio col passare degli anni.

Tale consumo può provocare a lungo andare la comparsa di dolori e versamenti articolari, dovuti allo scollamento dall’osso della protesi.

Per evitare questo problema è assolutamente essenziale che il paziente protesizzato ritorni a controllo dallo Specialista Ortopedico a precise scadenze: dopo 2, 4, 6 e 12 mesi dall’intervento chirurgico.

Passato il primo anno, il controllo clinico dovrà essere effettuato OGNI ANNO.

Ogni volta che ritorna al controllo, il paziente deve eseguire un esame radiografico del ginocchio operato nelle proiezioni frontale, laterale e assiale della rotula a 45°.

Aver superato positivamente ogni visita equivale ad aver espletato un tagliando di garanzia, il che contribuisce ad accertarsi di una prolungata sopravvivenza dell’impianto protesico.

Anche al di là dei suddetti obbligatori controlli periodici, è comunque indispensabile che il paziente, portatore di protesi di ginocchio, avverta il Chirurgo di qualsiasi anomalia della protesi stessa, avvisando anche dell’insorgenza di patologie che possono compromettere il buon funzionamento della protesi. Ad esempio un infezione delle vie respiratorie, delle vie urinarie, della colecisti; oppure anche in occasione di interventi chirurgici programmati, come cistoscopie, colposcopie, protesi dentarie, ecc.

Solo a queste condizioni la protesi di ginocchio, correttamente impiantata, potrà assolvere la sua funzione biomeccanica per molti anni.

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